La bellezza è nel cervello di chi guarda

dicembre 8, 2009

A che cosa serve l’arte? Che cosa vuole comunicare un artista? Il “senso del bello” è oggettivo o soggettivo? Sono tutte domande a cui cerca di rispondere la NEUROESTETICA.

Un’opera d’arte è “bella” perché aumenta la nostra conoscenza del mondo. E gli artisti non sono molto diversi dagli scienziati perché, attraverso un metodo e un linguaggio diverso da quello scientifico, hanno scoperto qualcosa di nuovo, “vedono” qualcosa che noi non vediamo, e tentano di comunicarcelo.  E’ questa, in sintesi, la tesi di Semir Zeki, professore di neurologia presso lo University College di Londra che, intorno alla metà degli anni Novanta, ha fondato una nuova disciplina: la neuroestetica.

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