La STUPIDITA’

Perché è così diffusa? Perché tendiamo sempre a sottovalutarla? E come si riconoscono gli stupidi prima che possano compiere irrimediabili stupidaggini?

stupidity“Due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, ma riguardo l’universo ho ancora dei dubbi”. La frase, attribuita ad Albert Einstein, esprime un’idea ricorrente nella storia del pensiero. Dal biblico Ecclesiaste (“Infinito è il numero degli stolti”) al musicista americano Frank Zappa (“La stupidità è l’elemento fondamentale dell’universo”) passando per lo scrittore tedesco Friedrich Schiller (“Perfino gli dei non riescono a combattere la stupidità”), la stupidità appare come un fattore onnipresente, nato con l’uomo. Anzi: forse fu proprio Adamo, che per degustare una mela perse il Paradiso, il primo stupido della storia.

Definizione sfuggente

L’argomento l’ho trattato per FOCUS nel febbraio 2008 e, devo ammettere, mi ha appassionato, tanto che qui vorrei riprenderlo e integrarlo. Inoltre ha le caratteristiche degli argomenti che ho scelto per questo blog: è poco chiaro, come fosse avvolto da un velo che ne nasconde la vera natura. Tanto per cominciare, che cosa si intende per stupidità? Il concetto, che istintivamente viene compreso da tutti, sembra in realtà sfuggire a qualsiasi formulazione teorica. Non è il contrario di intelligenza: ci sono infatti persone intelligenti che a volte si comportano da stupide. Lo scrittore austriaco Robert Musil, accingendosi a scrivere sulla stupidità, si diceva spaventato di fronte a “una forza psicologica immensa e profondamente contraddittoria”. Per esplorare l’argomento si può allora partire dalla definizione che ne diede lo storico ed economista Carlo Cipolla: una persona stupida è quella che causa un danno a un’altra persona o a un gruppo di persone senza nel  contempo realizzare alcun vantaggio per sé o addirittura subendo una perdita. “La nostra vita è punteggiata da vicende in cui incorriamo in perdite di denaro, tempo, energia, tranquillità e buonumore a causa delle improbabili azioni di qualche assurda creatura che capita nei momenti più impensabili a provocarci danni, frustrazioni e difficoltà senza aver assolutamente nulla da guadagnare da quello che compie” scriveva Cipolla in un celebre pamphlet. Una cosa quindi è chiara: la stupidità ha una spiccata vocazione a tradursi in azioni, ed è proprio questo a renderla così pericolosa.

La cosa più pericolosa che esiste

Secondo Cipolla, che si spinge addirittura a identificare 5 “leggi fondamentali” (vedi più avanti) le persone intelligenti tendono sempre, inesorabilmente, a sottovalutare i rischi connessi alla stupidità. Il fatto che l’attività di una persona stupida sia assolutamente irrazionale rende infatti difficile qualunque contrattacco. La stupidità sarebbe quindi ancora più pericolosa della crudeltà che, seguendo una logica comprensibile, può essere prevista e affrontata. Anche il Codice Penale non si dimostra troppo clemente nei confronti della stupidità, tanto che i “futili motivi” costituiscono un aggravante, e non un attenuante, della pena. Basta pensare ad alcuni episodi di cronaca la cui gravità è stata amplificata dalla loro apparente “stupidità”. E’ il caso del lancio dei sassi dal cavalcavia, che nel dicembre del 1996 a Tortona ha ucciso una giovane donna, o dell’allagamento del Liceo Parini di Milano nell’ottobre 2004, – con gravi danni alla struttura scolastica  – al solo scopo di evitare un’interrogazione.

Fonte di riso

CLOUSEAUForse allo scopo di esorcizzarne il timore, o di consolarci per la sua inevitabilità, da sempre si tende a rappresentare la stupidità in chiave comica. Sono stupidi molti protagonisti di commedie di successo (il poliziotto Frank Drebin di Una pallottola spuntata, l’agente segreto Austin Powers, l’ispettore Clouseau de La pantera rosa…) ma ancor prima lo erano state alcune figure della letteratura (il Calandrino del Decamerone del Boccaccio; o lo Zanni, il servo sciocco della commedia dell’arte). Sono stupidi i carabinieri protagonisti di molte barzellette, e lo sono molto spesso gli asini delle favole, da quello di Buridano ( che per non saper scegliere tra due mucchi di fieno muore di fame) al ciuco in cui si trasforma Pinocchio quando smette di studiare per poter solo gozzovigliare. “La stupidità ha un suo fascino, ed è persino riposante” scriveva lo scrittore e umorista Ennio Flaiano.”Le persone e i libri più sciocchi sono quelli che più ci ammaliano, che più ci tentano e che ci tolgono ogni difesa”. Nell’opera teatrale La cena dei cretini, i protagonisti – esponenti della borghesia parigina – arrivano a inventarsi un curioso passatempo: cercare individui “stupidi” da invitare a cena per poi divertirsi alle loro spalle. Dello stesso tenore è il Darwin Awards, il riconoscimento riservato ogni anno sul web a una persona che ha “aiutato a migliorare il pool genetico umano rimuovendosi da esso in modo spettacolarmente stupido”. Qualche esempio? Un giocoliere che utilizzava bombe a mano, e un operatore che, per filmare alcuni paracadutisti, si è gettato dall’aereo privo di paracadute. Tra i candidati più recenti spicca il trentatreenne Darren, che si è inferto una ferita mortale mentre verificava se il proprio giubbotto fosse “a prova di coltellata”.

Come il diamante

Ma attenzione: ridere della stupidità potrebbe renderla “simpatica” e quindi portare a sottovalutarla ulteriormente. Se infatti nella finzione lo stupido è perfettamente riconoscibile come tale, ben diversa è la situazione nella realtà.”E’ importante che ci rendiamo conto di cosa si tratta, proprio per poter controllarne meglio le conseguenze” mette in guardia Giancarlo Livraghi, studioso esperto in comunicazione e marketing, che da una decina di anni a questa parte raccoglie materiale sulla stupidità (la sua ultima pubblicazione è Il potere della stupidità). “Non potremo mai sconfiggerla del tutto, ma i suoi effetti possono essere meno gravi se capiamo come funziona”.

La stupidità, anzitutto, è inconsapevole e recidiva. “Il pericolo della stupidità deriva anche dal fatto che lo stupido non sa di essere stupido” spiega Cipolla. “Ciò contribuisce a dare maggiore forza ed efficacia alla sua azione devastatrice.”. Lo stupido infatti non riconosce i propri limiti, resta fossilizzato nelle proprie convinzioni, non sa cambiare. “Nell’ambito clinico la stupidità è la malattia peggiore, perché è inguaribile” spiega Luigi Anolli, docente di psicologia della comunicazione all’Università degli studi di Milano-Bicocca. “Lo stupido è portato a ripetere sempre gli stessi comportamenti perché non è in grado di capire il danno che fa e quindi non può  autocorreggersi”. Come sintetizza efficacemente il comico-filosofo Flavio Oreglio: “lo stupido è come il diamante: è per sempre”.

Contagiosa

La stupidità è anche contagiosa. Scrive Livraghi in uno dei suoi “corollari alle leggi di Cipolla” che le stupidità combinate accrescono la stupidità totale in modo esponenziale. Le folle, cioè, sono molto più stupide delle singole persone che le compongono. Questo spiega anche come interi popoli (come avvenne per la Germania nazista o l’Italia mussoliniana) possono essere facilmente condizionati a perseguire obiettivi folli. Un fenomeno ben noto in psicologia. “Il contagio emotivo proprio del gruppo diminuisce le capacità critiche, crea corto-circuiti cognitivi” spiega Anolli. “Si verifica la cosiddetta ‘polarizzazione della presa di decisione’: si sceglie la soluzione più semplice, che spesso è anche la meno intelligente”. Come dicevano gli antichi Romani, Senatores boni viri, Senatus mala bestia: anche se i singoli senatori sono brave persone, il Senato è una “brutta bestia”. Un esempio di stupidità della folla è ben descritto anche da Alessandro Manzoni nei Promessi Sposi: “E tutti, alzandosi in punta di piedi, si voltano a guardare da quella parte donde s’annunziava l’inaspettato arrivo. Alzandosi tutti, vedevano né più né meno che se fossero stati tutti con le piante in terra; ma tant’è, tutti s’alzavano”.

Il re è nudo!

Luigi XVI

Luigi XVI

Oltre alla collettività, c’è un altro fattore che sembra amplificare la stupidità: il trovarsi in una posizione di comando. “Si paga caro l’acquisto del potere: il potere rende stupidi” scriveva il filosofo tedesco Friedrich Nietzsche. Perché? “Le persone al potere sono spesso indotte a pensare che proprio perché sono al potere sono migliori, più capaci, più intelligenti, più sagge del resto dell’umanità” spiega Livraghi. “Inoltre sono circondate da cortigiani, seguaci e profittatori che rinforzano continuamente questa illusione”. Così chi è al governo arriva a compiere le più grosse sciocchezze in mezzo all’accondiscendenza generale: come nella favola dell’imperatore che, convinto di indossare abiti bellissimi, sfilava invece tra i suoi sudditi completamente nudo. Una favola che non esaspera poi tanto quello che accade nella realtà.

Inoltre “il potere – politico, economico o burocratico – accresce il potenziale nocivo di una persona stupida” avverte Cipolla. L’esempio estremo è rappresentato nel film Il dottor Stranamore di Stanley Kubrick, dove un gruppo di stupidi ai massimi vertici arriva a innescare l’”ordigno fine del mondo” che causa la scomparsa dell’intero pianeta. Ma non serve scomodare la fantascienza. La Storia, infatti, pullula di gravi errori di valutazione, al limite della stupidità. Un esempio? Luigi XVI, il 14 luglio 1789 (giorno della Presa della Bastiglia, l’evento che diede inizio alla Rivoluzione francese) appuntò sul suo diario: Oggi niente di nuovo.

Ma… e se lo stupido fossi io?

A questo punto urge una riflessione. Poiché una caratteristica degli stupidi è non sapere di esserlo, se pensiamo di non esserlo, non possiamo in realtà escludere che lo siamo. Almeno qualche volta o almeno sotto qualche aspetto. “Si tende a etichettare come stupidi tutti i comportamenti che non rientrano nei nostri schemi mentali ordinari. Ma quello di pensare che solo gli altri siano stupidi è un circolo vizioso altrettanto stupido” osserva Livraghi. Si può infatti arrivare a convincersi che tutto sia stupido, e che al dominio della stupidità ci si debba adeguare. Ma in questo modo si finisce per essere, o sembrare, stupido. “Invece in ognuno di noi c’è un fattore di stupidità che è sempre maggiore di quello che pensiamo” afferma lo studioso. E che probabilmente ha anche una sua funzione evolutiva: serve infatti a farci compiere atti avventati, che in molti casi possono essere più utili che il non fare nulla. La stupidità, insomma, ci permette di sbagliare, e nell’esperienza dell’errore c’è sempre un progresso della conoscenza. Nell’elogio della pazzia, Erasmo da Rotterdam sostiene addirittura che senza certe stupidaggini non saremmo neppure venuti al mondo. “La stupidità, in quanto atteggiamento irrazionale, consente all’uomo di accettare sfide che normalmente non accetterebbe. E la deviazione dalla stupidità porta alla genialità e all’invenzione di soluzioni innovative” spiega Francesco Betti, autore di Le strategie della stupidità (Etas). Il punto chiave, quindi, è riconoscere i propri errori e correggersi. “E’ invece pericoloso non sbagliare o illudersi di essere infallibili” osserva Livraghi. “Dire ‘ho sbagliato’ non è solo onesto: è un modo intelligente per ridurre il potere della stupidità. Il più stupido degli stupidi è chi crede di non sbagliare mai”.

Gli antidoti

Quindi la stupidità ha un suo perché: riconoscerla e accettarla come parte di noi è il primo passo per ridurne le conseguenze. “Uno dei modi per combattere la stupidità è chiederci continuamente se stiamo pensando con la nostra testa o se siamo prigionieri di preconcetti, pregiudizi e abitudini mentali che ci tolgono la capacità di capire” dice Livraghi. I luoghi comuni, un set di giudizi preconfezionati di cui ci serviamo per esprimere le nostre opinioni, sono infatti una rinuncia al ragionamento: fanno comodo perché ci evitano lo sforzo di riflettere con la nostra testa. Anche la routine alimenta la stupidità: le abitudini danno false sicurezze, e inoltre favoriscono l’imitazione priva di autocritica. Forti antidoti alla stupidità sono invece la curiosità – l’istintivo desiderio di scoperta che sa cogliere anche cose piccole, apparentemente irrilevanti – e l’intuito: i percorsi più intelligenti e illuminanti, infatti, spesso sono apparentemente poco logici e razionali. E ancora  l’esperienza, l’ironia, il dubbio, l’ascolto. Ma soprattutto riconoscere la propria stupidità e utilizzarla. Come diceva lo scrittore francese Paul Valery: “C’è uno stupido dentro di me. Devo approfittare dei suoi errori”.



LE LEGGI FONDAMENTALI DELLA STUPIDITA’ UMANA

secondo Carlo Cipolla

1)      Ognuno di noi sottovaluta sempre il numero di stupidi in circolazione.

2)      La probabilità che una certa persona sia stupida è indipendente da qualsiasi altra caratteristica della stessa persona (educazione, ambiente, ecc).

3)      Una persona stupida è una persona che causa un danno a un’altra persona o gruppo di persone senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per sé o addirittura subendo una perdita.

4)      Le persone non stupide sottovalutano sempre il potenziale nocivo delle persone stupide. In particolare i non stupidi dimenticano costantemente che in qualsiasi momento e luogo, e in qualunque circostanza, trattare e/o associarsi con individui stupidi si dimostra infallibilmente un costosissimo errore.

5)      La persona stupida è il tipo di persona più pericolosa che esista.

Corollari di Livraghi

1) In ognuno di noi c’è una fattore di stupidità che è sempre maggiore di quello che pensiamo

2) Quando la stupidità di una persona si combina con la stupidità di altre, l’effetto cresce in modo geometrico – cioè per moltiplicazione, non addizione, dei fattori individuali di stupidità

3) La combinazione delle intelligenze di persone diverse è più difficile della combinazione di stupidità

IL GRAFICO DI CIPOLLA

graficostupL’asse delle X misura il guadagno che si ottiene dalle proprie azioni, l’asse delle y  indica il guadagno che ottiene un’altra persona o un gruppo di altre persone. Il guadagno può essere positivo, nullo o negativo (cioè una perdita). I due assi determinano 4 quadranti che identificano quattro “tipologie umane”:  gli sprovveduti (persone che con il loro agire danneggiano se stesse mentre producono un vantaggio per qualcun altro), gli intelligenti (persone le cui azioni avvantaggiano loro e anche gli altri), i banditi (persone che agiscono in modo da trarne vantaggio ma danneggiare gli altri) e gli stupidi (persone che causano un danno agli altri senza realizzare alcun vantaggio per sé o addirittura subendo un danno).

La finta stupidità

La stupidità ha molte facce, spesso paradossali. Può essere infatti utilizzata anche come strategia comunicativa, e in questi casi è molto più vicina all’astuzia che alla stupidità. E’ quello che facevano i giullari o i buffoni, e che oggi fanno i comici da cabaret, come quelli della trasmissione Zelig. Il giullare (o il comico) si traveste da “stupido” per godere di maggiore libertà: le sue irriverenti bizzarrie vengono infatti accolte senza imbarazzo e senza quella punizione che riceverebbero se provenissero da una persona saggia. “Anche nell’ambito dei rapporti umani, la stupidità può essere usata in modo strumentale, quasi machiavellico” puntualizza lo psicologo Luigi Anolli. “Può cioè diventare la carta da giocare al posto della cattiveria. Lo stupido, in quanto stupido, è inattaccabile, può quindi permettersi di commettere anche le peggiori nefandezze fingendo inconsapevolezza e buona fede, e suscitando alla fine compassione e benevolenza”. Qualsiasi persona ‘normale” sarebbe punita e socialmente rifiutata. Lui no: poverino, è stupido.

La stupidità nel mito: EPIMETEO

Già il nome (che in greco significa “colui che riflette dopo”) non promette nulla di buono. Quanto infatti il fratello Prometeo era ingegnoso e saggio, tanto Epimeteo era sciocco e imprudente. Un esempio? Secondo il mito Prometeo ebbe in dono da Vulcano la bellissima Pandora, recante con sé un misterioso vaso: fiutando la fregatura, lo rifiutò. Epimeteo invece non ci pensò due volte, e non solo sposò Pandora, ma ne aprì il vaso, liberando così tutti i mali del mondo che vi erano rinchiusi. Un’altra sciocchezza la fece quando gli venne assegnato il compito di distribuire le facoltà naturali a tutti gli esseri viventi, per assicurarne la sopravvivenza. Epimeteo cominciò a spargerle qua è là, e solo quando arrivò all’uomo si rese conto che non gli restava più nulla. Per riparare al danno del fratello, Prometeo decise allora di rubare il fuoco agli dei e di regalarlo agli uomini insieme al sapere tecnico, all’intelligenza e alla cultura. La pagò cara: venne legato a una roccia del Caucaso e tormentato quotidianamente da un’aquila che gli divorava il fegato.

HANNO DETTO

Alcuni scienziati dicono che l’idrogeno, poiché è così abbondante, è l’elemento fondamentale dell’universo. Non sono d’accordo. C’è più abbondanza di stupidità che di idrogeno, perciò è la stupidità l’elemento fondamentale dell’universo.
Frank Zappa

Il saggio sa di essere stupido, è lo stupido che crede di essere saggio.
William Shakespeare

Il problema dell’umanità è che gli stupidi sono strasicuri, mentre gli intelligenti sono pieni di dubbi.
Bertrand Russell

Il tiro peggiore che la fortuna possa giocare ad un uomo intelligente è metterlo alle dipendenze di uno stupido.
Giacomo Casanova

Ci sono due specie di sciocchi: quelli che non dubitano di niente e quelli che dubitano di tutto.
Charles-Joseph principe di Ligne

Chiunque può sbagliare; ma solo gli stupidi perseverano nell’errore.
Cicerone

In politica la stupidita’ non e’ un handicap.
Napoleone

Se gli uomini non commettessero talvolta delle sciocchezze, non accadrebbe assolutamente nulla di intelligente.
Ludwig Wittgenstein

L’imbecillità rappresenta, ahinoi, una risorsa utile per il sistema: se non ci fossero tanti imbecilli in giro non sarebbe così facile trovare un furbone che li seduce. Ecco perché un imbecille è molto più pericoloso di un mascalzone.
Corrado Augias

Per lo stupido il cretino è sempre l’altro.
Fruttero e Lucentini

Meglio tacere e passare per idiota che parlare e dissipare ogni dubbio.
Abraham Lincoln

L’uomo ha raccolto tutta la saggezza dei suoi predecessori, e guardate quanto è stupido.
Elias Canetti

Una certa stupidità è indispensabile.
Jean Cocteau

Quando il dito indica la luna, lo stupido guarda il dito.
Proverbio cinese

La stupidità è avere una risposta a tutto.
Milan Kundera

Solo gli stupidi non sbagliano mai.
Charles De Gaulle

Se un milione di persone crede ad una cosa stupida, la cosa non smette di essere stupida.
Anatole France

Solo i morti e gli stupidi non cambiano mai opinione.
James Russell Lowell

Niente è più pericoloso di uno stupido che afferra un’idea, il che succede con una frequenza preoccupante. Se uno stupido afferra un’idea, è fatto: su quella costruirà un sistema e obbligherà gli altri a condividerlo.
Ennio Flaiano

La coerenza e’ la virtù degli stupidi.
Oscar Wilde

Ci siamo fregiati del titolo di homo sapiens sapiens. Ma un’umanità che non sa salvare se stessa da se stessa merita semmai il titolo di homo stupidus stupidus.
Giovanni Sartori

Infine…

Per questo articolo avevo anche ideato un test che poi è stato ripreso in vari siti, ed è stato pubblicato anche sul Giornale (senza avvisarmi né citarmi… e vabbè…)

Ecco il test:

TEST: E TU, CHE STUPIDO SEI?

Partendo dal presupposto che la stupidità è una naturale tendenza della natura umana, prova a scoprire a quale famoso personaggio “stupido” rischi talvolta di assomigliare. E non offenderti per il verdetto: si tratta ovviamente di un test… stupido.

1) Fisicamente sei:

atletico ♣

magrolino ♦

un po’ sovrappeso ω

fuori forma §

2) Il lavoro per te è importante?

, §

No , ω

3) Com’è il rapporto con i tuoi colleghi?

Positivo ω

Negativo §

4) A chi sei più affezionato?

A mia madre

Al mio partner ω

A un animale (eventualmente di peluche)

Non posso veramente contare su nessuno §

5) L’ideale per smaltire lo stress è:

Spaparanzarsi di fronte alla tv ω

Fare un po’ di jogging

Dedicarsi a varie attività  fai-da-te

In verità qualsiasi cosa faccio, perfino quello che dovrebbe farmi rilassare, finisce con lo stressarmi…§

6) Come affronti un nemico?

Cerco di prevenire i suoi attacchi

Rispondo solo quando mi attacca

Cerco sempre compromessi per evitare di combattere §

Mi siedo sull’orlo del fiume e aspetto… ω

7) I tuoi guai sono dovuti in genere al fatto che:

Capitano, e non sono in grado di prevederli ω

Tendo a prendere un po’ troppe iniziative personali

Tendo a fidarmi troppo della gente

Tendo a fidarmi troppo poco di me §

8) Ma riesci sempre ad uscirne grazie a:

La forza di volontà

La rassegnazione §

La solidarietà altrui ω

L’inganno o la fuga

Ora ti proponiamo una serie di situazioni. Tra le quattro possibilità scegli quella che rispecchia di più la tua personalità.

9) Esame di maturità. Il compito di matematica è difficilissimo, non riesci neanche a cominciarlo…

Individui chi l’ha già risolto tra i tuoi compagni e gli rubi gli appunti

Supplichi il tuo compagno di banco di aiutarti ω

Cerchi comunque di arrangiarti da solo

Ti viene un attacco di panico §

10) Al lavoro il tuo capo ti impone uno straordinario non previsto, ma tu avevi già progettato una serata al cinema…

Accetti senza obiettare: in fondo è lui il capo

Obbedisci ma covi rancore verso il tuo capo e invidia verso i tuoi amici che si stanno divertendo §

Ti vendichi entrando di nascosto nell’ufficio del capo e nascondendogli pratiche importanti

Fingi di accettare ma in realtà vai comunque al cinema ω

11) Suonano alla porta: è il rappresentante di una nota marca di aspirapolvere…1

Lo fai entrare riluttante e, pur non credendo ai miracoli promessi dal venditore, alla fine ti lasci convincere all’acquisto §

Credi a tutto quello che ti viene detto e mostrato, lo compri, ma poi scopri che non proprio tutto era vero

L’invadenza del venditore ti irrita, ma poi ti diverti a sperimentare di persona tutto ciò che ti mostra. Se poi rompi qualcosa, peggio per lui.

Non vado neanche ad aprire, o convinco qualcun altro ad andarci al mio posto ω

12) E’ il 31 dicembre e la tv sta trasmettendo il discorso agli italiani del Presidente della Repubblica

Lo ascolti con vivo interesse e spirito patriottico

Cerchi di intuire le “fregature” che ci dobbiamo aspettare per il prossimo anno §

Ti annoi mortalmente, forse ti appisoli un po’

Cambi canale su qualcosa di più “leggero”, tipo una partita di calcio, una soap opera o un cartone animato ω

13) Chi è stupido?

* io, e non me ne importa nulla ω

* io, e me ne vergogno §

* gli altri

* chi si comporta da stupido


RISULTATI:

Maggioranza di ω

homer-simpsonHOMER – pigro

“D’oh”: è l’esclamazione tipica che Homer, il capofamiglia dei Simpson di Matt Groening, pronuncia ogni volta che commette un errore grossolano. Lo fa spesso, perché agisce sempre senza riflettere. Tanto c’è Marge (la moglie) che bada a lui… La sua stupidità è dovuta soprattutto a PIGRIZIA MENTALE.

I rischi che corri Anche tu come Homer sembri avere la tendenza a cercare le scappatoie e le vie più facili pur di non impegnarti a fondo. La curiosità e la voglia di esplorare non sono il tuo forte, tanto che in genere, quando è necessario applicarsi seriamente in qualcosa, ti tiri indietro per pigrizia o cerchi di appoggiarti a qualcun altro. Il tuo punto di forza sta infatti nella simpatia e nella benevolenza che sai suscitare: sai così di poter contare sempre sugli altri in caso di necessità. Ma attento, è un’arma a doppio taglio: continuare a delegare ti può portare non solo a impigrirti mentalmente, ma anche a essere sempre meno autosufficiente, e quindi a perdere la tua libertà.

Maggioranza di §

fantozzi0FANTOZZI – arrendevole

“Disponghi di me come meglio vuole! Com’è umano lei…” Il ragionier Ugo Fantozzi è un personaggio letterario e cinematografico ideato e interpretato da Paolo Villaggio. Sue caratteristiche sono la sudditanza psicologica e la sfortuna che sembra accanirsi contro di lui. La sua stupidità è dovuta soprattutto alla BASSA AUTOSTIMA.

I rischi che corri. Sei spesso bloccato dal timore di non essere all’altezza della situazione. Per questo non riesci mai a metterti veramente in gioco, tendi ad adeguarti alle opinioni dominanti,  e qualche volta arrivi a a gettare le armi prima ancora di aver combattuto (ma chi l’ha detto che perderesti?). La paura di rischiare può però farti perdere opportunità importanti, e la rinuncia alle responsabilità implica anche la rinuncia a possibili gratificazioni. Inoltre la convinzione di non farcela, o anche semplicemente di essere sfortunato, può diventare una profezia che si autoavvera: non sei realmente “sfigato” (e tantomeno stupido), ma se ti convinci di esserlo puoi finire con il diventarlo davvero.

Maggioranza di ♣:

forrestFORREST GUMP – ingenuo

“Gump, qual è il tuo scopo in questo esercito?” “Fare tutto quello che mi dice sergente istruttore!” “Sei maledettamente dotato, militare Gump!” Forrest Gump, il personaggio interpretato sul grande schermo da Tom Hanks, è un uomo che, nonostante un’intelligenza modesta, riesce perseguire una serie di obiettivi (laurea, medaglie al valore militare, successo imprenditoriale) senza mai perdere l’inconfondibile candore. E’ stupido soprattutto per INGENUITA’.

I rischi che corri: Hai la tendenza a vedere il mondo in modo semplice e lineare. Hai fiducia nelle istituzioni, nei superiori, nella gente in generale, rischi però di fermarti a un’interpretazione superficiale dei fatti , ignorando (o non volendo vedere?) le ipocrisie e le macchinazioni che spesso caratterizzano i rapporti umani. Sei convinto infatti che la stupidità non esiste (“Stupido è chi lo stupido fa”) e che la cosa più sensata da fare è comportarsi secondo le regole. L’ingenuità può tuttavia diventare il tuo punto di forza: guardare il mondo “con gli occhi di un bambino” aiuta a non bloccarsi mai di fronte agli imprevisti, e inoltre la fiducia che riponi negli altri è spesso premiata. Ma non dimenticare che quella di Forrest Gump è solo una favola…

Maggioranza di ♦:

mr-beanMISTER BEAN – orgoglioso

Ecce homo qui est faba (significa in latino “Ecco l’uomo che è un fagiolo”:“bean” in inglese vuol dire infatti fagiolo): così canta il coro in apertura di ogni episodio di Mister Bean, l’irresistibile pasticcione interpretato dal britannico Rowan Atkinson. La sua stupidità deriva soprattutto dall’ORGOGLIO.

I rischi che corri. Come Mister Bean, anche tu hai la tendenza a non metterti mai in discussione,  pensando di sapere già tutto quello che è necessario per poter fare qualsiasi cosa. L’iniziativa certo non ti manca – ogni giorno ne inventi una nuova… – peccato che tendi a fare tutto da solo, senza consultare nessuno. Rischi così di metterti nei guai, per poi non saper bene come uscirne, anche perché – orgoglioso come sei – eviti di ricorrere all’aiuto degli altri, e anche per uscire dai pasticci riesci a inventarti soluzioni personali che a volte complicano ulteriormente la faccenda. La strada che dovresti imparare a percorrere è invece un’altra: chiedere consiglio a chi ti sta intorno, che qualche volta potrebbe saperne più di te. Cambiare prospettiva e calarti nei punti di vista altrui può infatti essere molto divertente, e quasi sempre illuminante.


TEST

Partendo dal presupposto che la stupidità è una naturale tendenza della natura umana, provate a scoprire a quale famoso personaggio “stupido” rischiate talvolta di assomigliare. E non offendetevi riguardo al verdetto: questo è ovviamente un test stupido.

1) Fisicamente sei:

atletico FG

magrolino B

un po’ sovrappeso H

fuori forma F

2) Il lavoro per te è importante?

Sì FG, F

No B, H

3) Com’è il rapporto con i tuoi colleghi?

Positivo H FG

Negativo F B

4) A chi sei più affezionato?

A mia madre FG

Al mio partner H

A un animale (eventualmente di peluche) B

Non posso veramente contare su nessuno F

5) L’ideale per smaltire lo stress è:

Spaparanzarsi di fronte alla tv H

Fare un po’ di jogging FG

Dedicarsi a varie attività  fai-da-te B

In verità qualsiasi cosa faccio, perfino quello che dovrebbe farmi rilassare, finisce con lo stressarmi…F

6) Come affronti un nemico?

Cerco di prevenire i suoi attacchi B

Rispondo solo quando mi attacca FG

Cerco sempre compromessi per evitare di combattere F

Mi siedo sull’orlo del fiume e aspetto… H

7) I tuoi guai sono dovuti in genere al fatto che:

Capitano, e non sono in grado di prevederli H

Tendo a prendere un po’ troppe iniziative personali B

Tendo a fidarmi troppo della gente FG

Tendo a fidarmi troppo poco di me F

8) Ma riesci sempre ad uscirne grazie a:

La forza di volontà FG

La rassegnazione F

La solidarietà altrui H

L’inganno o la fuga B

Ora ti proponiamo una serie di situazioni. Tra le quattro possibilità scegli quella che rispecchia di più la tua personalità.

9) Esame di maturità. Il compito di matematica è difficilissimo, non riesci neanche a cominciarlo…

Individui chi l’ha già risolto tra i tuoi compagni e gli rubi gli appunti B

Supplichi il tuo compagno di banco di aiutarti H

Cerchi comunque di arrangiarti da solo FG

Ti viene un attacco di panico F

10) Al lavoro il tuo capo ti impone uno straordinario non previsto, ma tu avevi già progettato una serata al cinema…

Accetti senza obiettare: in fondo è lui il capo FG

Obbedisci ma covi rancore verso il tuo capo e invidia verso i tuoi amici che si stanno divertendo F

Ti vendichi entrando di nascosto nell’ufficio del capo e nascondendogli pratiche importanti B

Fingi di accettare ma in realtà vai comunque al cinema H

11) Suonano alla porta: è il rappresentante di una nota marca di aspirapolvere…

Lo fai entrare riluttante e, pur non credendo ai miracoli promessi dal venditore, alla fine ti lasci convincere all’acquisto F

Credi a tutto quello che ti viene detto e mostrato, lo compri, ma poi scopri che non proprio tutto era vero FG

L’invadenza del venditore ti irrita, ma poi ti diverti a sperimentare di persona tutto ciò che ti mostra. Se poi rompi qualcosa, peggio per lui. B

Non vado neanche ad aprire, o convinco qualcun altro ad andarci al mio posto H

12) E’ il 31 dicembre e la tv sta trasmettendo il discorso agli italiani del presidente della repubblica

Lo ascolti con vivo interesse e spirito patriottico FG

Cerchi di intuire le “fregature” che ci dobbiamo aspettare per il prossimo anno F

Ti annoi mortalmente, forse ti appisoli un po’ B

Cambi canale su qualcosa di più “leggero”, tipo una partita di calcio, una soap opera o un cartone animato H

13) Chi è stupido?

* io, e non me ne importa nulla H

* io, e me ne vergogno F

* gli altri B

* chi si comporta da stupido F

HOMER – pigro

“D’oh”: è l’esclamazione tipica che Homer, il capofamiglia dei Simpson di Matt Groening, pronuncia ogni volta che commette un errore grossolano. Lo fa spesso, perché agisce sempre senza riflettere. Tanto c’è Marge (la moglie) che bada a lui… La sua stupidità è dovuta soprattutto a PIGRIZIA MENTALE.

I rischi che corri Anche tu come Homer sembri avere la tendenza a cercare le scappatoie e le vie più facili pur di non impegnarti a fondo. La curiosità e la voglia di esplorare non sono il tuo forte, tanto che in genere, quando è necessario applicarsi seriamente in qualcosa, ti tiri indietro per pigrizia o cerchi di appoggiarti a qualcun altro. Il tuo punto di forza sta infatti nella simpatia e nella benevolenza che sai suscitare: sai così di poter contare sempre sugli altri in caso di necessità. Ma attento, è un’arma a doppio taglio: continuare a delegare ti può portare non solo a impigrirti mentalmente, ma anche a essere sempre meno autosufficiente, e quindi a perdere la tua libertà.

FANTOZZI – arrendevole

“Disponghi di me come meglio vuole! Com’è umano lei…” Il ragionier Ugo Fantozzi è un personaggio letterario e cinematografico ideato e interpretato da Paolo Villaggio. Sue caratteristiche sono la sudditanza psicologica e la sfortuna che sembra accanirsi contro di lui. La sua stupidità è dovuta soprattutto alla BASSA AUTOSTIMA.

I rischi che corri. Sei spesso bloccato dal timore di non essere all’altezza della situazione. Per questo non riesci mai a metterti veramente in gioco, tendi ad adeguarti alle opinioni dominanti,  e qualche volta arrivi a a gettare le armi prima ancora di aver combattuto (ma chi l’ha detto che perderesti?). La paura di rischiare può però farti perdere opportunità importanti, e la rinuncia alle responsabilità implica anche la rinuncia a possibili gratificazioni. Inoltre la convinzione di non farcela, o anche semplicemente di essere sfortunato, può diventare una profezia che si autoavvera: non sei realmente “sfigato” (e tantomeno stupido), ma se ti convinci di esserlo puoi finire con il diventarlo davvero.

FORREST GUMP – ingenuo

“Gump, qual è il tuo scopo in questo esercito?” “Fare tutto quello che mi dice sergente istruttore!” “Sei maledettamente dotato, militare Gump!” Forrest Gump, il personaggio interpretato sul grande schermo da Tom Hanks, è un uomo che, nonostante un’intelligenza modesta, riesce perseguire una serie di obiettivi (laurea, medaglie al valore militare, successo imprenditoriale) senza mai perdere l’inconfondibile candore. E’ stupido soprattutto per INGENUITA’.

I rischi che corri: Hai la tendenza a vedere il mondo in modo semplice e lineare. Hai fiducia nelle istituzioni, nei superiori, nella gente in generale, rischi però di fermarti a un’interpretazione superficiale dei fatti , ignorando (o non volendo vedere?) le ipocrisie e le macchinazioni che spesso caratterizzano i rapporti umani. Sei convinto infatti che la stupidità non esiste (“Stupido è chi lo stupido fa”) e che la cosa più sensata da fare è comportarsi secondo le regole. L’ingenuità può tuttavia diventare il tuo punto di forza: guardare il mondo “con gli occhi di un bambino” aiuta a non bloccarsi mai di fronte agli imprevisti, e inoltre la fiducia che riponi negli altri è spesso premiata. Ma non dimenticare che quella di Forrest Gump è solo una favola…

MISTER BEAN – orgoglioso

Ecce homo qui est faba (significa in latino “Ecco l’uomo che è un fagiolo”:“bean” in inglese vuol dire infatti fagiolo): così canta il coro in apertura di ogni episodio di Mister Bean, l’irresistibile pasticcione interpretato dal britannico Rowan Atkinson. La sua stupidità deriva soprattutto dall’ORGOGLIO.

I rischi che corri. Come Mister Bean, anche tu hai la tendenza a non metterti mai in discussione,  pensando di sapere già tutto quello che è necessario per poter fare qualsiasi cosa. L’iniziativa certo non ti manca – ogni giorno ne inventi una nuova… – peccato che tendi a fare tutto da solo, senza consultare nessuno. Rischi così di metterti nei guai, per poi non saper bene come uscirne, anche perché – orgoglioso come sei – eviti di ricorrere all’aiuto degli altri, e anche per uscire dai pasticci riesci a inventarti soluzioni personali che a volte complicano ulteriormente la faccenda. La strada che dovresti imparare a percorrere è invece un’altra: chiedere consiglio a chi ti sta intorno, che qualche volta potrebbe saperne più di te. Cambiare prospettiva e calarti nei punti di vista altrui può infatti essere molto divertente, e quasi sempre illuminante.

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