L’I-CHING e la SINCRONICITA’

ichingA volte nella vita capitano strane coincidenze difficilmente spiegabili come pure casualità. Per esempio pensiamo a una persona che non sentiamo e vediamo da anni, e improvvisamente quella persona ci telefona. Oppure sogniamo una situazione inconsueta, e il giorno successivo ci troviamo a viverla. Questa connessione  apparentemente “magica” di eventi fisici e psichici, che avvengono nello stesso tempo senza che vi sia una relazione causa-effetto, venne battezzata nel 1950 dallo psichiatra Carl Gustav Jung “sincronicità”. Sarebbe proprio la “sincronicità”, secondo Jung, a spiegare il funzionamento del più famoso testo divinatorio di tutti i tempi: l’I-Ching.

Saggezza millenaria
L’I-Ching, o Libro dei Mutamenti,  è il testo base del Taoismo e del Confucianesimo. Da 3000 anni a questa parte le autorità cinesi, anche di fronte a importanti decisioni politiche o militari, lo consultano e si affidano ai suoi responsi, dedotti dal lancio di tre monete. Gli oracoli sono espressi sottoforma di “sentenze” e “immagini” dalla forte valenza simbolica, in genere ispirate a paesaggi. Secondo il taoismo, nato probabilmente dall’osservazione del giorno che si trasforma in notte e della notte che si trasforma di nuovo in giorno, tutte le cose (l’ordine umano e l’ordine naturale) sono infatti governate da un unico sistema di azioni e reazioni reciproche, la “ritmica” alternanza dei due principi opposti e complementari dello yin e dello yang. Il primo è  il “lato in ombra della collina”, associato alla notte, alla Luna, al freddo, all’umido, al femminile, all’introversione e alla passività. Lo yang coincide invece con il Sole e il giorno, oltre che con il caldo, il secco, il maschile, l’estroversione e l’azione. La totalità dell’esperienza umana può quindi essere messa in relazione con situazioni corrispondenti nella Natura: il responso dell’I-Ching permetterebbe perciò di avere una visione più profonda e “cosmica” di ciò che sta accadendo, e di innescare il cambiamento desiderato.

Il lancio di monete
Per ottenere gli Oracoli si procede in questo modo: si pone una domanda, e quindi si lanciano tre monete uguali, un lato delle quali rappresenta lo yin (che vale 2) e l’altro lo yang (che vale 3). Ogni lancio permette di ottenere una linea continua (tre yang oppure uno yang e due yin) oppure spezzata (tre yin oppure un yin e due yang).

esagrammaSi fanno in tutto sei lanci e si trascrivono i risultati a partire dal basso. Si ottiene così un “esagramma” (a fianco, un esempio).
Gli esagrammi (64 i risultati possibili) sono quindi formati da 6 linee, ciascuna delle quali può essere intera o spezzata. Consultando il libro dei Mutamenti (in Italia l’edizione più nota è quella di Adelphi, con l’introduzione originale di Jung), si può accedere all’Oracolo corrispondente, che deve a quel punto essere interpretato e messo in relazione con la situazione corrente.

La sincronicità
A una mente razionale occidentale, l’utilizzo dell’I-Ching può apparire sconcertante. Per avvicinarsi a esso, Jung suggeriva di cambiare il nostro modo consueto di ragionare, abbandonando la logica causa-effetto per abbracciare invece la dimensione senza spazio e senza tempo della “sincronicità”.“I cinesi hanno pensato sempre in maniera molto diversa dalla nostra: se vogliamo trovare qualcosa di analogo nel nostro ambito culturale bisogna risalire fino a Eraclito” scrive lo psicoanalista in uno dei suoi libri più criticati, La sincronicità (Bollati Boringhieri). “Al contrario dello spirito occidentale educato dal pensiero greco, lo spirito cinese tende non a cogliere il fatto singolo, ma a vedere il singolo come parte di un tutto: tende cioè alla comprensione intuitiva della totalità. Questa operazione conoscitiva non può basarsi sulla ragione – per sua caratteristica analitica e scompositiva – bensì su funzioni irrazionali della coscienza come l’intuizione”.

Spinta al cambiamento

Chi resta perplesso può comunque tentare di interpretare la funzione degli oracoli dell’I-Ching facendo ricorso a una logica più “occidentale”. Utilizzando un linguaggio evocativo e metaforico, che si adatta pressoché a tutte le situazioni, l’I-Ching stimola infatti a considerare il problema da altri punti di vista, favorendo le scelte ponderate; inoltre “costringe” a scegliere, e questo di per sé è meglio che perseverare in una logorante condizione di stand-by; infine l’oracolo può spingere a scelte diverse da quelle a cui si sarebbe naturalmente predisposti (siamo infatti portati a ripetere sempre gli stessi errori…) innescando così un cambiamento reale, che permette di esplorare strade mai percorse. Divinatorio o meno, nessuno mette dunque in discussione che l’I-Ching sia, per eccellenza, il “Libro dei Mutamenti”.

Marta Erba


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One Response to L’I-CHING e la SINCRONICITA’

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